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📌 Conferimento di azienda dal Notaio

Quando parliamo di conferimento di azienda facciamo riferimento all’atto con il quale un socio di una società già esistente oppure un soggetto che subentra in una società o che fa parte della nascente società, attribuisce alla stessa una ricchezza che apporta per l’esercizio dell’attività, in cambio di una partecipazione sociale. Il conferimento, infatti, è proprio l’apporto di ricchezza che ogni socio effettua a favore della società per farne parte e ottenere, a seconda del tipo sociale, una quota di partecipazione o una azione. Ciò che può formare oggetto di conferimento possono essere i beni più disparati, salvo alcune società come ad esempio le società per azioni, nelle quali non può effettuarsi il conferimento di opera.

▪ L'atto notarile per effettuare il conferimento di azienda
L’atto notarile con il quale un soggetto conferisce l’azienda non si limita ad essere un verbale di assemblea nel quale la società deliberi la decisione in oggetto, ma è anche un atto che ha effetti traslativi. Si realizza, infatti, il trasferimento di un bene che può comprendere al suo interno anche beni immobili (un locale commerciale, un capannone industriale) e quindi richiede anch’esso la forma dell’atto pubblico.
L’atto notarile sarà quindi sia un verbale di assemblea sia un vero e proprio atto di trasferimento, pertanto non si costituisce davanti al Notaio soltanto l’amministratore e legale rappresentante ma anche il conferente, quindi il titolare dell’azienda. Egli manifesta il consenso e trasferisce alla società la sua azienda. In cambio dell’azienda trasferita, la società accresce la sua partecipazione sociale (se il conferente è già socio) o gli attribuisce una partecipazione sociale (se il conferente è un nuovo socio), in misura corrispondente al valore della stessa azienda.
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📌 Conferimento di azienda dal Notaio 

Quando parliamo di conferimento di azienda facciamo riferimento all’atto con il quale un socio di una società già esistente oppure un soggetto che subentra in una società o che fa parte della nascente società, attribuisce alla stessa una ricchezza che apporta per l’esercizio dell’attività, in cambio di una partecipazione sociale. Il conferimento, infatti, è proprio l’apporto di ricchezza che ogni socio effettua a favore della società per farne parte e ottenere, a seconda del tipo sociale, una quota di partecipazione o una azione. Ciò che può formare oggetto di conferimento possono essere i beni più disparati, salvo alcune società come ad esempio le società per azioni, nelle quali non può effettuarsi il conferimento di opera. 

▪ Latto notarile per effettuare il conferimento di azienda
L’atto notarile con il quale un soggetto conferisce l’azienda non si limita ad essere un verbale di assemblea nel quale la società deliberi la decisione in oggetto, ma è anche un atto che ha effetti traslativi. Si realizza, infatti, il trasferimento di un bene che può comprendere al suo interno anche beni immobili (un locale commerciale, un capannone industriale) e quindi richiede anch’esso la forma dell’atto pubblico.
L’atto notarile sarà quindi sia un verbale di assemblea sia un vero e proprio atto di trasferimento, pertanto non si costituisce davanti al Notaio soltanto l’amministratore e legale rappresentante ma anche il conferente, quindi il titolare dell’azienda. Egli manifesta il consenso e trasferisce alla società la sua azienda. In cambio dell’azienda trasferita, la società accresce la sua partecipazione sociale (se il conferente è già socio) o gli attribuisce una partecipazione sociale (se il conferente è un nuovo socio), in misura corrispondente al valore della stessa azienda.
📌 News

Notai: il collegamento sistematico con più agenti immobiliari costituisce illecito deontologico. La condotta viola il principio di personalità della prestazione e il divieto di accaparramento, compromettendo la reputazione e il decoro della funzione notarile.

Per approfondimenti leggi l'intero articolo👇
www.altalex.com/documents/news/2022/04/01/notai-collegamento-sistematico-piu-agenti-immobiliari-c...
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📌 News 

Notai: il collegamento sistematico con più agenti immobiliari costituisce illecito deontologico. La condotta viola il principio di personalità della prestazione e il divieto di accaparramento, compromettendo la reputazione e il decoro della funzione notarile.

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 https://www.altalex.com/documents/news/2022/04/01/notai-collegamento-sistematico-piu-agenti-immobiliari-costituisce-illecito-deontologico
Auguro a tutti una Felice e Serena Santa Pasqua ❤ ... Leggi di piùLeggi di meno
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Grazie Santa Pasqua.

Buona Pasqua! 🐣

📌 Cosa si intende per donazione con riserva di usufrutto?

La donazione con riserva di usufrutto è un contratto stipulato davanti al Notaio che, al pari della semplice donazione, ha principalmente uno scopo di liberalità, cioè trasferisce al donatario un diritto reale minore (la nuda proprietà) sull’immobile, senza chiedere alcun corrispettivo. In base a questo contratto, peraltro, il donante (colui che dà in donazione) si riserva i diritti legati all’usufrutto.
Donare riservandosi l’usufrutto significa, in poche parole, privarsi della proprietà, ma mantenere tutti i vantaggi che derivano dal poter utilizzare l’immobile, godere degli eventuali frutti che produce (anche concedendolo in affitto) o semplicemente poter continuare ad abitarci. Il tutto senza obbligare il donatario, cioè chi riceve la nuda proprietà, ai costi relativi alla manutenzione, perché la maggior parte delle spese e degli oneri fiscali rimangono in capo all’usufruttuario.
Viene in rilievo questa specifica forma contrattuale nel momento in cui, per esempio, un genitore intende intestare a un figlio una casa: trattasi di un’operazione che si può considerare un’anticipazione della successione ereditaria che si aprirà dopo la morte del donante.
Il diritto di usufrutto può avere un termine prestabilito nell’atto di donazione o essere vitalizio, cioè durare fino alla morte del donante-usufruttuario. Nella donazione con riserva di usufrutto resta invariata la posizione fiscale del donante, il quale continuerà ad essere obbligato per tutti i tributi relativi all’immobile di cui è rimasto usufruttuario.

▪ Dal Notaio per la donazione con riserva di usufrutto
Anche questo tipo di donazione richiede l’intervento del Notaio, il quale, alla presenza di due testimoni, riceve le dichiarazioni delle parti (donante e donatario) e le mette per iscritto. Si tratta di un atto pubblico, come tale idoneo a garantire la certezza e la trasparenza dei fatti avvenuti alla presenza del professionista. Tuttavia non si deve dimenticare che la donazione, per quanto possa essere conveniente sia in termini economici che burocratici, non è esente da criticità che riguardano soprattutto la fase successiva all’apertura della successione.
Ecco perché rivolgersi al Notaio è fondamentale per capire se davvero vale la pena di accollarsi una serie di vincoli e rischi relativi alla donazione di un immobile.
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📌 Cosa si intende per donazione con riserva di usufrutto?

La donazione con riserva di usufrutto è un contratto stipulato davanti al Notaio che, al pari della semplice donazione, ha principalmente uno scopo di liberalità, cioè trasferisce al donatario un diritto reale minore (la nuda proprietà) sull’immobile, senza chiedere alcun corrispettivo. In base a questo contratto, peraltro, il donante (colui che dà in donazione) si riserva i diritti legati all’usufrutto.
Donare riservandosi l’usufrutto significa, in poche parole, privarsi della proprietà, ma mantenere tutti i vantaggi che derivano dal poter utilizzare l’immobile, godere degli eventuali frutti che produce (anche concedendolo in affitto) o semplicemente poter continuare ad abitarci. Il tutto senza obbligare il donatario, cioè chi riceve la nuda proprietà, ai costi relativi alla manutenzione, perché la maggior parte delle spese e degli oneri fiscali rimangono in capo all’usufruttuario.
Viene in rilievo questa specifica forma contrattuale nel momento in cui, per esempio, un genitore intende intestare a un figlio una casa: trattasi di un’operazione che si può considerare un’anticipazione della successione ereditaria che si aprirà dopo la morte del donante.
Il diritto di usufrutto può avere un termine prestabilito nell’atto di donazione o essere vitalizio, cioè durare fino alla morte del donante-usufruttuario. Nella donazione con riserva di usufrutto resta invariata la posizione fiscale del donante, il quale continuerà ad essere obbligato per tutti i tributi relativi all’immobile di cui è rimasto usufruttuario.

▪ Dal Notaio per la donazione con riserva di usufrutto
Anche questo tipo di donazione richiede l’intervento del Notaio, il quale, alla presenza di due testimoni, riceve le dichiarazioni delle parti (donante e donatario) e le mette per iscritto. Si tratta di un atto pubblico, come tale idoneo a garantire la certezza e la trasparenza dei fatti avvenuti alla presenza del professionista. Tuttavia non si deve dimenticare che la donazione, per quanto possa essere conveniente sia in termini economici che burocratici, non è esente da criticità che riguardano soprattutto la fase successiva all’apertura della successione.
Ecco perché rivolgersi al Notaio è fondamentale per capire se davvero vale la pena di accollarsi una serie di vincoli e rischi relativi alla donazione di un immobile.
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